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Origini

Una donna, poetessa, speciale, è riuscita a descrivere le origini della creazione:

I fili di più vite tessuti in una.
I fili di più anime tessuti in una: quella all’infinito Presente.
A creare un arazzo sempre incompiuto. Del quale solo qui –
forse –
si può vedere il retro — a migliaia i fili sottili di – segnano
mandala di sabbia squillanti colori ( come di ori di argenti
e di gemme nel cuore) per forme a venire poiché – dal retro,
l’arazzo :
trasformazione incessante. Mutamento inarrestabile. Espansione per inclusione.

Incontra il Buddhismo – Isabella – nelle parole e insegnamenti di Gautama
(detto poi il Buddha, “l’Illuminato”, “Colui che si è risvegliato”) racchiusi
nel sutra del Loto.
Laddove sutra significa ‘libro- discorso’.
Laddove Loto è – anche – il fiore di loto che nel fango nasce e cresce
e Splende –
Rappresentazione simbolica di Gautama,  di un uomo (non di un Dio trascendente), della sua ricerca e dei suoi insegnamenti, delle sue Realizzazioni.

Una giovane donna – Isabella – ed  un giorno improvvisa e prepotente  la Preghiera, e l’ immediata visualizzazione di forme d’arte –  minuziose forme d’arte: gioielli a-venire. Imperfezione a sfidare la perfezione.

Una giovane donna – Isabella – di fronte ad
insegnamenti inclusivi – mai fuorcludenti.
Nella Consapevolezza che per volare in alto e vedere con l’occhio dell’aquila il genio del paesaggio vitale che attende,
occorre sapere rischiare l’abisso. Di più: occorre discendere nel proprio fremente e fecondo abisso. Senza paura. E generare. Concepire il Nuovo.

Conosce d’improvviso
quella preghiera
che schianta il corpo al suolo
(in ginocchio forse?)
meditante irrinunciabile e
incessante – parola mormorata
o silenzio . Silenzio . L’abisso del sé.
Ed il tuffarsi in apnea fra la vetta abbbagliante di nevi lucenti
e il proprio invisibile Kailash.
Il Monte degli Dei.
Il proprio sacro.

Preghiera incessante.
Parola mormorata o silenzio.
Il Vuoto della mente
crea in lei tutte le forme .

Per spoliazione totale procede Isabella.

E chiaro le appare l’Ideogramma.
Forma primigenia di scrittura e di parola, sì.
Forma primigenia di poesia, sì.
Dal greco ‘poiesis’: Fare!

Isabella vede il moto fecondo (dal fiore al frutto)
del suo primo ideogramma
ed inizia la creazione
dei suoi Canti minuziosi.

Ogni Canto, una minuziosa scultura ideografica –
a diventare Forma Preziosa chiamata ‘gioiello’.

Il moto dell’ideogramma – Isabella sa – procede e proviene da millenni di lavorìo del pittogramma nella grande fucina di quel grande fabbro chiamato ‘poeta’ – od artista. Giacchè  ogni artista è poeta – da Natura a sua volta forgiato – se quando guarda , sa anche vedere .
L’ideogramma di Isabella è quello ed è unico ma da se stesso sempre diverso, obliquo, trasversale, multiplo . Complessa semplicità, ma – semplice. Faticosa umiltà, ma – umile. Come lei è.
Perché quell’ideogramma è figlio al contempo della  chiarità luminosa della‘natura umana’ così come della caverna grotta oscura se non buia – del cuore, a Valle di ogni cosa.

Solo quel pensare col cuore
(quel vedere col cuore! quel sapere del cuore che ci sopravanza! e  tutti ci precede e ci pro – segue)
che bene conosce la perdita e l’erranza può portare a vedere lo splendore del Loto che si dischiude in assenza di loti (invisibili – sono).

Non un caso.
I primi ideogrammi di Isabella sono ______ DAO e ______ DE – La Via (o la Parola/ le Parole) e La Virtù.

Dove Via è –
il Giusto Mezzo
il Vuoto mediano
il Soffio (fra cielo e terra tutto muove).

Il Respiro!
Somma Potenza per colui che si accorge – all’improvviso, fra macerie e scorie –
Io Respiro!

Dove Virtù è –
anzitutto compassione e saggezza – indivise.
Com – passione. Patire con. Prendere con sé, su di sé  le passioni ( nel duplice senso di questa parola in lingua occidentale) dell’altro,  baratri pulsioni o desideri forti che siano. Camminando con mani ‘sagge’ – sapienti : sanno che la giusta via per la felicità sta in un mezzo che nulla a che fare con grigie neutralità, bensì con la meravigliosa infinita gamma dei grigi  o del bianco sul nero o del nero sul bianco, senza dicotomia alcuna. Esplode la prismaticità di Isabella in Creature Creazioni
fatte e rivolte a chi è di passaggio e manca. E desidera.
Se per via d’acquisto e acquisizione le amerà nella loro Bellezza subito,
forse nel corso del tempo come scorrere di un fiume , imparera’ ad indossare
la Bellezza ed il Coraggio di cui ognuna delle Creazioni di Isabella è Ospite e Custode. E allora sì, li indosserà interiormente!

Non può mancare ad Isabella il ritmo della Triade Mistica nel creare.
Non potrebbe altrimenti. Mistica è divenuta la sua Forma Primigenia.
Già ha modellato il terzo ideogramma.
Il meditato e visto d’improvviso –
immediato –  in preghiera
ricerca del sé.
Il sé altro dall’Io.
Ben oltre le pastoie –
i capricci dell’Io :
Io sono
Io voglio
Io non voglio
Io ed Io e poi ancora Io! –

Di un sé infine lib(e)rato
alla sua Vocazione.
Fardello pesante di gioie promesse
dedizione assoluta richiede? La Esige!
Isabella lo sa
e di quanto richiesto –
non manca.

Già lo ha visto ( in visione) e lo sa :
il terzo ideogramma,
il Soffio fra cielo e terra
nel (di lei) paesaggio geniale è –
__________ WO : Io, Mio, ma –
Identità onnicomprensiva dagli opposti convergenti
(l’uno dell’altro si nutrono. L’’uno dall’altro generati) –
Una sola cosa con il tutto .
Consapevolezza – infine – dell’essere una con la Natura
tutta ed ovunque. Fino all’invisibile Particolare.

_________WO: Io, Mio, ma –
Luogo in cui non esiste né ‘possesso’
né ‘essere posseduti’ –
Non esiste identità fissa, immota ed immutabile.
Non esiste alcuna tautologia.
Bensì –
l’inscriversi ed incidersi
forgiarsi Arte
dell’incessante moto
di chi irrinunciabilmente
esiste solo in divenire
e diviene solo ciò che è.
Ciò che – ancora – non sa di essere.

Irrinunciabilmente Isabella vede.
Inizia il cammino fra i giacimenti
di Pietre e Metalli
ai cinque angoli della terra – sparsi.

Pietre e Metalli frutto di millenni di vulcanico e poi glaciale lavorìo
nella sacra fucina del più sacro fabbro : la Natura soltanto.
Portatrice e Custode del Divino essa Crea e –
Trasmuta :

il carbone in diamanti!

La Natura soltanto in se stessa è.
Pura Arte.

La più  Pura –
la via Maestra di quel “giardino da lei coltivato
in cui ogni gemma tutte le altre in sé riflette”.

Unica possibile Manifestazione del moto di un genio d’Amore (Agape)
che offre esistenza affinchè sia coltivata protetta e nutrita.

Perché davanti ad un paesaggio ‘geniale’ quale quello che giunge da Isabella
ci si innamora spesso solo del guardare e non si sa vedere?

Occorre qualcuno che non ceda
Che creando opponga resistenza
alla mercificazione dell’oggetto Gioiello –
della Gemma ad esso interiore.
Giacchè del Sacro in tutto il suo Mistero
e Segreto è portatore e custode
il Gioiello di Isabella – in tutta la sua
difficilissima Umiltà di Artigiana
dell’Antico nel Contemporaneo
del Contemporaneo nell’Antico.

Della fusione a cera persa e del taglio laser –
azione e technè di diversi presenti  eppure –
gemelli antichi e a – venire.

In un silenzio che è Tuono Risonante
la luce del Diamante –
Isabella pazientemente sceglie
all’interno del Prisma cromatico
per via di densità intensità o essenza lieve
la luce della gemma giusta
a far sbocciare  l’Ideogramma
frutto di paziente ascolto e poi di –segno.

E senso e – Verso per il Canto.

Fa del prezioso
un vero Prezioso singolare ed unico
perché alleata e complice della Natura
è Isabella Minerva .

Nel Mistero del Sacro
osa avventurarsi poichè non può più fare altrimenti –
Agisce fermamente e con cuore pensante per
dare  vita attraverso i suoi Preziosi
alla circolazione
di anima in anima
di sangue in sangue
di pelle in pelle
di essere umano in essere umano
del Senso del Verso,
del Segreto Divino,
della Scintilla di Sacro
in ciascuno – viva.
Ma –
da accendere!

Affinchè chi sceglie un suo Gioiello
(gioello nato da sorellanza profonda con Natura –
in preghiera tutta umana eppure transumanante ) –

sappia:

Indosso Senso
Indosso Verso
Indosso Poesia
e se Poiesis (radice greca della parola Poesia)
è Fare –
la mia scelta fa Vita
E’ Vita

Il Prezioso che indosso
vive fuori e dentro di me.
non io – forse – ne possiedo la Bellezza,
ma esso – forse – libera la mia –
Bellezza.

Ogni gioiello di Isabella vibra di una propria anima
altrimenti lei non avrebbe potuto né saputo crearlo
ed offrirmelo alla vista ed alla visione.

Se lo scelgo per portarlo su di me (in me!) –
scelgo di portarne l’anima –
l’anima pulsante del lavoro di Isabella Minerva
nell’atto di dare luce ad una vita singolare.
Giacchè non esiste oggetto inanimato
se solo lo vediamo. Chiusi gli occhi – lo tocchiamo.
Lo – sentiamo.

Scelgo di indossare
l’espressione materica –
attraversandone i pieni e i vuoti –
di quanto Isabella ha cercato e colto
fra gli innumerevoli frutti della Natura
al fine di creare nuove Forme e Contenitori per Trasporto ( Preziosissimi Vasi)

per darmi  nuovi volti e , del corpo – nuove espressioni in continuo Mutamento.

Se comprendo la Mistica del Sacro e del suo Mistero?
Forse è importante, forse no, dal momento che,
laddove la scelgo e la  indosso, Talismano è a me
la sua Creazione.

Questo è il Prezioso  di Isabella Minerva che indosso.
Da anni.

E da anni mi parla senza parole né pensiero.
Da anni mi offre la liberazione che solo
la Bellezza offre.

Monique Sartor 25 marzo 2016

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